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1)- I reparti di cavalleria si schierarono davanti e ai fianchi della
fanteria, loro compito era quello di affrontare la cavalleria dei barbari e
cercare di disperderla per poi permettere l'attacco della fanteria contro le
truppe appiedate dei barbari. Le legioni di fanteria non erano più schierate
nell'antica disposizione su tre file diversamente armate e costituite; esse si
suddividevano in uno schieramento di prima linea ed uno di riserva, con un
armamento unificato, anche se erano presenti dei reparti di truppe ausiliarie di
varia provenienza tra cui numerosi arcieri ed anche dei Germani di stirpe simile
ai Marcomanni. Tra la fanteria erano posizionate anche diverse
"artiglierie" costituite da baliste e catapulte, usate spesso anche
nelle battaglie campali. Anche lo schieramento dei barbari era formidabile, ed
in linea di massima assomigliava a quello romano, con la cavalleria posizionata
dinanzi alla fanteria e pronta a caricare al primo cenno dei comandanti.

2) - La battaglia si apre con una furibonda carica della cavalleria
marcomanna, accolta subito con una pioggia di frecce e pietre da parte delle
artiglierie romane. Va qui ricordato che i colpi delle macchine da guerra romane
erano piuttosto deleterie per il morale di questi barbari, avvezzi soprattutto
al combattimento ravvicinato e non abituati a queste insidie provenienti da
lontano. Dopo aver smorzato in tal modo l'impeto della cavalleria avversaria, i
legionari rovesciarono una pioggia di migliaia di giavellotti scagliati da
brevissima distanza su uomini e cavalli.

3)- A questo punto la cavalleria germanica, ormai decimata si ritira facendo
spazio alla fanteria che stava sopraggiungendo di corsa; allo stesso tempo
cominciava il contrattacco romano, infatti, mentre il centro dopo aver
validamente fronteggiato la carica della cavalleria si preparava ad accogliere
le sopraggiungenti fanterie marcomanne, le due ali cominciavano a muoversi in
avanti convergendo verso il centro per compiere una classica mossa a tenaglia.

4)- I Marcomanni si resero conto di non riuscire più a rompere le linee dei
legionari e cominciarono ad indietreggiare cercando di sganciarsi, ma inseguiti
da ogni lato furono poco a poco sopraffatti; ed i capi barbari non riuscirono in
alcun modo a risollevare il morale dei propri guerrieri e caddero anch'essi uno
ad uno dopo aver combattuto valorosamente.
I pochi superstiti si diressero lungo la Flaminia verso Pesaro che era la
loro unica via di fuga verso la patria lontana e, con un ultimo furioso assalto,
riuscirono a forzare il blocco posto dal distaccamento di truppe che Aureliano
aveva predisposto sulla strada. La loro fuga però non durò a lungo, infatti
l'Imperatore questa volta era ben deciso a chiudere la partita una volta per
tutte, li inseguì e li raggiunse presso Pavia dove furono definitivamente
sterminati.
Conseguenze della vittoria romana
Questo scontro, come lo era stato secoli prima la Battaglia contro Asdrubale,
fu decisivo per l'esito della guerra, infatti se i Romani fossero stati
sconfitti non avrebbero avuto più truppe disponibili per proseguire la guerra e
Roma, così come tutto l'Impero, si sarebbero trovate alla mercé dei barbari.
Con questa vittoria invece l'Impero Romano poté godere di altri 100 anni di
relativa pace e tranquillità.
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