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Modelli

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Revell 03048 M113A1 US Army - Scala 1/35

 

Kit: M113A1
Produttore: Revell (Germania)
Kit: 1/35
Codice: 03048
Numero di Stampate: 3
Numero di pezzi: 216
Materiale: plastica ad iniezione verde oliva scuro
Opzioni decal: per quattro diversi mezzi di cui tre in forza all'Us Army Stati Uniti (1963), Vietnam (1967), Germania (1990) ed uno in servizio presso l'esercito Sud Vietnamita (1962) 

 

L'idea

Recentemente sono andato a trovare un amico, un ufficiale di Cavalleria, che ha speso gran parte della sua vita professionale servendo nel 15º "Cavalleggeri di Lodi" e curandone fino allo scioglimento, avvenuto nel 1995, le memorie storiche. In un mondo sempre più privo di valori, sentir parlare con grande trasporto di un reparto a distanza di anni dal suo scioglimento, come fosse ancora cosa viva e tangibile, è stato davvero molto bello. Da qui l'idea di cercare di ricambiare in qualche modo il bel dono ricevuto. Cosa c'è di meglio di far rivivere, anche se in scala ridotta, un pezzetto di "Lodi"? Quindi a seguito di una piccola attività di "intelligence" ho raccolto tutte le informazioni necessarie (targhe, stanag, insegne, ecc.) per caratterizzare propriamente il modello da lui scelto e mi via, abile arruolato per l'impresa che vado di seguito a descrivere.

 

Costruzione

 

Inizio seguendo le istruzioni che, come primo passo, prevedono il montaggio dei sub-assemblati del treno di rotolamento. Sullo schema viene riportato che le quantità di questi devono essere di due per il numero 1 e di tre per il 2.

Dopo un'attenta ricerca (purtroppo a vuoto) dei pezzi necessari sulle stampate, grazie ad una risolutiva scorsa al manuale di Uso e Manutenzione dell'M113 ho verificato che nel treno di rotolamento dell' M113, i bracci dotati di ammortizzatore idraulico sono solamente due per lato: uno immediatamente successivo alla ruota motrice ed uno immediatamente precedente alla ruota di rinvio, mentre gli altri sono solamente collegati alle barre di torsione. Riepilogando 3 sub-assemblati del n. 1 e due del 2.

Risolto questo piccolo rompicapo ho proseguito con il montaggio ed il fissaggio delle ruote motrici. Una volta fatto questo ho aerografato la parte inferiore dello scafo con una mano di Tamiya XF-52 (Flat Earth) come fondo per l'applicazione di 'fango strutturale. Una volta lasciata asciugare la vernice sono passato all'applicazione di quest'ultimo, che altro non è che comune stucco in polvere (reperibile presso ferramenta, supermarket, ecc.) mescolato con un po' d'acqua e di colla vinilica per migliorarne l'aderenza.

Ho poi fissato i rulli di rotolamento e le ruote di rinvio, che avevo precedentemente assemblato avendo cura di 'danneggiare' un pochino con un coltello affilato la parte in 'gomma' dei rulli per conferirgli un aspetto un po' più vissuto. Sono poi passato al trattamento di quanto installato, a base di "fango strutturale" facendo attenzione a non usare il fango sulla parte in gomma dei rulli, sul cerchio esterno delle ruote di rinvio e la dentatura della ruota motrice, questo perché il tutto sia il più reale possibile e non mi complichi il lavoro in seguito.

Per consolidare ulteriormente la precedente infangatura ho passato ad aerografo un'altra mano di Tamiya XF-52. Ho ritenuto opportuno effettuare questo passaggio in quanto lo stucco, anche se misto alla colla vinilica, tende comunque a creparsi e sgretolarsi. Non è necessario calcare troppo la mano con il colore basta solo ricoprire uniformemente il bianco dello stucco in quanto sono ancora da montare i cingoli ed i parafanghi posteriori, infine lavorarci un po' su dopo la loro installazione, sia per rendere la sporcatura coerente che la colorazione.

A questo punto ho montato i cingoli, che sono stampati in plastica. Le istruzioni sono chiare riguardo al posizionamento dei vari gruppi di maglie rispetto al treno di rotolamento e consentono un montaggio senza incontrare difficoltà di sorta. Sono partito dal montaggio delle singole maglie posizionate attorno alla ruota motrice, fissandole con del Super Attak applicato con il suo pennello. Avendo deciso di montare i 'grembiuli' dei cingoli, non ho proceduto al montaggio della parte superiore dei cingoli perché le maglie sono di buona qualità e mi potrebbero essere più utili per dei progetti futuri che montate ma invisibili sul mio modello.

Ho poi incollato lo scudo posteriore allo scafo. Sono però rimaste delle fessure (part. "A" della foto a lato) che ho riempito fissando con del Tamiya Extra Thin Cement dello sprue 'stirato' (part. "B"). Una volta asciutto, ho passato vari strati della stessa colla sullo sprue che ammorbidito è stato poi picchiettato con la lama di un coltello affilato fino a simulare una saldatura (part. "C").

A questo punto ho iniziato a dedicarmi agli interni. Sotto questo aspetto il modello è un po' carente in quanto si limita a fornire la sedileria e le leve direzionali del vano pilota. Inizio a dettagliare il cielo del vano di carico aggiungendo il piastrone di rinforzo realizzato con del plasticard di 0.3 mm di spessore opportunamente sagomato e da .5 mm per i 10 bulloni di fissaggio. Costruiamo poi il leveraggi del meccanismo di sblocco della rampa posteriore impiegando plasticard a sezione quadrata da 0.75 mm, filo e tubo di rame (da 0.5 e 1 mm rispettivamente) e del profilato di ottone a sezione quadrata da 1 mm. Per dimensionare correttamente il tutto mi sono basato sui resti di un kit Tamiya reso inutilizzabile da un'incursione dei miei bimbi armati di cianoacrillato, scollatutto e candela (accesa).

Sono poi passato dell'interno dello scafo, dove con del plasticard da 0.4 mm e da 0.75 mm (quest'ultimo a sezione quadrata) ho costruiamo uno scaffale che dovrà alloggiare gli apparati radio, largo 25, alto 12 e profondo 10 mm. Abbiamo quindi fatto una copia in resina del pannello strumenti principale, basandoci su quello del solito kit Tamiya. Per il corretto posizionamento delle parti ho è consultato il Manuale d'Uso e Manutenzione dell'M113, dal quale ho estrapolato con buona approssimazione che il cruscotto dovrà essere incollato a circa 3.5 mm dall'inizio dell'angolatura della corazza frontale e lo scaffale 11 mm più indietro della fine del cruscotto.

Per dettagliare il la parte interna del portello del pilota ho fatto una copia in resina del pannello ripetitore del cruscotto principale e degli iposcopi (tagliandoli con un coltello molto affilato) sempre dal povero kit della Tamiya e li ho posizionati in corrispondenza della parte degli iposcopi che da verso l'esterno. Nel modello Tamiya il pannello ripetitore delle spie è attaccato all'iposcopio centrale anteriore, ma questo non è corretto. Va sistemato in linea con la fine dell'iposcopio ma leggermente più indietro. Per fare questo abbiamo utilizzato una strisciolina di plasticard fissata alla parte posteriore dell'iposcopio stesso. E' meglio fare delle prove a secco sul posizionamento degli iposcopi segnando con una matita la posizione esatta in dovranno essere incollati.

Il cielo del vano esploratori è stato completato con una copia in resina della plafoniera tratta dal kit M113A2 Academy, e con 13 maniglie di sostegno in plasticard e lamina di piombo. La plafoniera è facilmente riproducibile con del plasticard. La base degli interni è XF-21 "Sky" della Tamiya. Le maniglie sono state colorate prima con una mano di "Kaki Grey" ed una o di "Matt Varnish" della Vallejo. Infine sono state oggetto di dry brushing con "Olive Green" ad olio della Windsor & Newton per simulare lo sporco derivante dal loro utilizzo. Il dry brushing dei ganci di blocco è stato fatto con varie tonalità di grigio metallizzato Tamiya.

Il vano esploratori è stato dipinto chiaramente con XF-21. Come dettaglio sono state aggiunte otto cassette di munizioni cal 12.7 (.50) per la Browning (anche in questo caso copie in resina di quelle dell'M113A2 Academy), due radio provenienti dal set n.198 "Nato Radio Sets" di Verlinden e con delle decalcomanie provenienti in parte dalla "scatola delle meraviglie" (meglio nota anche come quella degli avanzi...) ed in parte di un foglio decal della AWD prodotto in tiratura limitata per il Centro Ricerche Storiche (CRS), che recano le scritte di pericolo rosse in campo bianco in italiano. Le cassette delle munizioni e le radio sono state dipinte con XF-62 "Olive Drab" Tamiya e poi invecchiate con un dry brush di giallo di Napoli ad olio Windsor & Newton.

I cuscini delle panche e dei sedili sono stati verniciati con dell' XF-1 "Flat Black" e poi ripassati con un dry brush di grigio ad olio ottenuto da Bianco e Nero della Windsor & Newton. Per l'invecchiamento ho iniziato con un lavaggio con nero e poi uno con ocra ad olio molto diluiti per simulare le immancabili aree di deposito di olio e grasso e quelle di accumulo di sabbia e terra all'interno del veicolo. Una volta asciutti i lavaggi ho effettuato diversi dry brush sul fondo del vano con diverse tonalità di grigio metallizzato acrilico Tamiya.Un dry con del grigio ad olio è stato applicato qua e là.

Questo per simulare le sporcature lasciate dal personale addetto alla manutenzione durante la rimozione dei pannelli, dagli interventi sul motore, ecc. oltre che quei depositi di fuliggine che comunque si vengono a verificare durante l'utilizzo di questi mezzi. Per il lavoro di dettaglio ho impiegato diverse parti in resina che ho copiato da altri kit. Lo stimolo di realizzare da solo parti in resina e relativi stampi, nasce dalla volontà di voler contenere i costi del modello a livelli gestibili, senza però rinunciare ad un discreto lavoro di dettaglio. Con un 1/2 chilo di gomma siliconica si fanno stampi in quantità e con altrettanta resina si fanno montagne di pezzi senza contare che i costi possono essere ripartiti fra un po' di amici! Le istruzioni a corredo di questi prodotti permettono a chiunque, con un minimo di pratica, di ottenere risultati soddisfacenti in breve tempo. Se poi come me, avete la fortuna di avere un amico esperto che vi guidi, vedrete che risultati e soddisfazioni saranno quasi immediati. Comunque si può autocostruire di tutto utilizzando i materiali più disparati.

Terminato il lavoro di finitura degli interni ho continuato con l'assemblaggio delle parti esterne che ancora mancavano all'appello. Purtroppo i "grembiuli" laterali di protezione dei cingoli forniti con il kit Revell non sono corretti, per cui è stato necessario fare una copia di quelli forniti con l'ormai famoso kit della Tamiya. Oltre a questo ho aggiunto l'iposcopio mancante sul portello del pilota modificandone uno in resina appartenente ad un set di miglioramento di in M24. E' stato necessario spostare le antenne sul lato sinistro del mezzo realizzando delle nuove basi con del plasticard da 0.5 mm.

Sempre con dei dischetti di plasticard da 0.5mm ricavati con un "Punch & Die" ho ricostruito i supporti per le antenne. Queste ultime sono state ricavate da una corda per chitarra in acciaio armonico rivestito. Basta srotolare il rivestimento della corda lasciandone un pochino per simulare l'attacco flessibile dell'antenna al supporto. Una corda per chitarra scadente (ricordatevi di chiedere le peggiori!) costa meno di due Euro e ci permette di realizzare una ventina di antenne. Ancora con il "Punch & Die" ho ricostruito i quattro bulloni che fissano i tappi delle antenne sul lato destro del mezzo.

Gli ultimi lavori di miglioria fatti al modello sono stati l'aggiunta dei sostegni degli specchi retrovisori, dei pannelli di materiale isolante presenti sul lato interno dei portelli del pilota e del capocarro e delle rondelle e dei bulloni di sostegno delle maglie di scorta dei cingoli, tutti assenti nel kit. I supporti degli specchi sono stati costruiti con una sezione lunga tre millimetri di tubo in rame da 1mm di diametro, all'interno del quale è stato inserito un segmento di corda da chitarra e poi piegato ad angolo retto. I pannelli di materiale isolante sono stati realizzati sempre con del plasticard da 0.5mm opportunamente sagomato e verniciato con dell'XF-1 "Flat Black" Tamiya prima della lor applicazione successiva alla verniciatura dello scafo.

I bulloni dei supporti delle maglie di riserva del cingolo sono stati realizzati con del plasticard da 0.4mm, mentre le rondelle sottostanti le ho costruite con del metallo proveniente dalla protezione di un floppy disk da 3 pollici e mezzo sempre utilizzando il "Punch & Die".Sono passato alla verniciatura iniziando dai grembiuli laterali che hanno ricevuto una mano di XF-1 "Flat Black" Tamiya continuando poi con con una mano di XF-62 "Olive Drab" della stesa marca per lo scafo. Una volta asciutto ho dato una seconda mano molto diluita di "Olive Drab" misto a XF-57 "Buff" al centro dei pannelli per spezzare un po' la monotonia della prima mano di colore molto omogenea, seguita da una mano di Future Floor Polish come base per i lavori successivi.

A questo punto sono passato alle ombreggiature effettuate con un misto di Terra di Siena (30%) e Nero (70%) ad olio della Windsor & Newton i cui eccessi sono stati rimossi con pennello e straccio prima che il colore potesse asciugare. Sono poi passato all'applicazione delle decal che avevo preventivamente ordinato alla AWD - A World of Decals awd@interfree.it e che sono state appositamente realizzate per questo modello su mio disegno. Come al solito le decal sono molto valide e non hanno bisogno di particolari liquidi per l'applicazione. Per chi non la conoscesse, l'AWD ha realizzato una ventina di serie di decal, per un totale di un centinaio di soggetti, dedicate ai mezzi in dotazione all'Esercito Italiano dal secondo dopoguerra ad oggi. Un'altra leggera mano di Future Floor Polish per far sparire il film delle decal e poi via alla lumeggiatura con l'applicazione di un misto di "Olive Gray" e "Giallo di Napoli" della Windsor & Newton a pennello secco.

Il dry brushing sulla parte interna della rampa posteriore è stato rinforzato successivamente con del "Silver 24" a smalto della Molak. La mitragliatrice Browning calibro 12.7mm è stata prima verniciata ad aerografo con una mano di XF-1 "Flat Black" della Tamiya e poi ripassata con diverse tonalità di grigio metallizzato sempre acrilico e sempre della stessa casa giapponese con la tecnica del pennello secco. I cingoli sono stati lasciati del colore di base che avevamo dato alla parte inferiore dello scafo e successivamente ritoccati con del "Silver 24" a smalto della Molak anche questo applicato a dry brush. Stesa sorte hanno seguito le maglie di riserva dei cingoli ed il cavo di traino (in questo caso solo per il successivo dry brush). I fari anteriori sono stati verniciati in "Silver 24" della Molak a smalto applicato a pennello per quanto riguarda la coppia esterna.

La coppia interna di fari è stata dipinta con una miscela di XF-1 "Flat Black" ed X-7 "Red" entrambi Tamiya ed applicati a pennello. La tonalità di colore che si deve ottenere è un rosso molto scuro. Il tubo di scarico è stato verniciato a pennello con dello smalto color ruggine della Testors rifinito poi con dell'XF-62 "Olive Drab" e successivamente con dell'XF-1 "Black" della Tamiya a dry brush. L'ultima rifinitura è consistita in una abbondante applicazione di polvere color Terra di Siena acquistata in un negozio di belle arti applicata con un pennello molto morbido e poi sfumata. Le ore necessarie alla realizzazione di questo M113A1 sono state in totale una ventina la maggior parte delle quali trascorse ad autocostruire specialmente gli allestimenti interni visto che quelli forniti sono assai spartani. Anche se montato da scatola è sicuramente un soggetto che può dare soddisfazioni tenendo però presente che non può essere caratterizzato come mezzo italiano.

Foto modello e testo: Fabio d'Inzeo

 


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