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IL MULO VOLANTE
L’AVIA S – 199 non è di sicuro un caccia
famoso. Nacque in Cecoslovacchia subito dopo la seconda guerra mondiale ed
è il risultato di un processo produttivo volto allo smaltimento delle
cellule e motori che durante la guerra vennero prodotti su licenze
tedesche.
A prima vista potrebbe essere confuso con il più noto Messerschmitt
Bf 109 nella versione G – 14, ma a guardarlo
attentamente il muso è decisamente differente. D’altronde il famoso motore
Daimler Benz DB605 era ormai introvabile, così i tecnici cecoslovacchi
optarono per l’installazione sulla “loro creatura” di un motore di cui
avevano discrete scorte: lo Jumo 211f. Questo portò alla sostituzione
delle cofanature con altre di nuovo disegno, studiate in funzione dei
differenti ingombri del propulsore. Le differenze però non si limitavano
unicamente all’aspetto del velivolo; il propulsore Jumo 211f era stato
concepito e costruito per i bombardieri e la sua potenza, come il suo
peso, si adattavano poco all’uso su di un caccia.
Le sue caratteristiche erano tali da snaturare il comportamento del
velivolo sia a terra che soprattutto in volo e le larghe pale dell’elica
contribuivano ulteriormente a farlo diventare difficile e nervoso nelle
manovre, tanto che i piloti lo soprannominarono “ Mezek” cioè Mulo.
Nell’aprile del 1948 il neonato Stato di Israele emise un ordinativo per
25 di questi velivoli, costituendo di fatto la propria aeronautica, la
quale impiegò subito il Mulo su tutti i fronti della guerra
d’indipendenza.
Nonostante i difetti che affliggevano l’AVIA S – 199 questi era l’unico
aereo a disposizione della I.A.F. che continuò ad usarlo fino alla
metà dell’anno 1949.
MATERIALE USATO
Per la realizzazione di ciò che avevo in mente
mi sono avvalso del kit Hobbycraft in scala 1/48 che rappresenta in modo
più che sufficiente le linee del velivolo e che mostra le pannellature in
negativo, un set di fotoincisioni della Eduard per dettagliare gli interni
ed i radiatori alari e i relativi flabelli mobili sulle ali, un set di
super dettaglio in resina della Aires per rappresentare il motore con le
cofanature aperte e l’interno dell’abitacolo.
Come principale fonte di riferimento sono ricorso allo stupendo e
dettagliatissimo volume della W.W.P. stampato nella Repubblica
Cecoslovacca e scritto in lingua inglese, ma anche internet. Ha avuto il
suo peso tramite alcuni fornitissimi siti come quello della Hyperscale e
Willowood (quest’ultimo interamente dedicato al nostro Mulo); con notizie,
foto, trittici a colori disegni di particolari inediti etc…
Foto e testo: Stefano |
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